Icon group

Sei socio di Banca Etica?

Allora entra anche tu in Soci in Rete! Compila questo modulo, è facile e ti permette di entrare nel nostro circuito della nuova economia

Inizia a vendere
Cibo e Bevande, Paga con Satispay

4×4 Stagioni – Finocchio / Referenza 01

Prezzo originale: 3.00 euro
Prezzo scontato: 2.50 euro
4x4 Stagioni - Cibo_Etico Scade il 30 Aprile 2021 Contatta il Socio

IL FINOCCHIO DEL METAPONTINO

Il finocchio del Metapontino è riconosciuto ed apprezzato sui mercati per le sue caratteristiche di colore, tenerezza, bassa fibrosità ed aroma, connubio che gli permette di distinguersi dal prodotto proveniente da altri areali che risulta essere meno equilibrato. Inoltre l’areale del Metapontino si configura come uno dei pochi, se non l’unico in Europa, ad offrire un prodotto con qualità costante da ottobre a maggio ( negli altri areali produttivi come Puglia, Calabria ed Abruzzo si coltiva soltanto per un periodo ristretto di tempo e non presenta le stesse caratteristiche qualitative).
La qualità del prodotto è legata all’ambiente pedoclimatico favorevole per la coltura; i terreni infatti si presentano ricchi di potassio e sali minerali i quali conferiscono le caratteristiche sopra citate; d’altra parte il microclima delle valli metapontine è caratterizzato da una buona escursione termica la quale favorisce aromaticità con produzione di oli essenziali.

LEGAME STORICO CON IL TERRITORIO
Il finocchio è una pianta originaria del bacino mediterraneo, già conosciuta dagli antichi Egizi, dai Greci che la chiamavano “marathon” (da cui Maratona, campo di finocchi) e dai Romani che lo diffusero nell’Europa continentale. La storia del finocchio è molto antica, infatti nella pianura di Maratona, località della Grecia teatro della famosa battaglia che vide affrontarsi Ateniesi e Persiani, in origine il finocchio cresceva spontaneo. Proprio per questa ragione gli antichi lo chiamavano “marathon”. Appare quasi scontato il legame tra questa pianta e la pianura del Metapontino, essendo la città di Metaponto fondata dai Greci fra le foci dei fiumi Bradano e Basento. Inoltre, e non a caso, Maratea (un paese in Basilicata che si affaccia sul mare) è un toponimo marittimo di origine micenea che sta ad indicare un luogo pieno di finocchi (dal termine greco antico μάραθος che significa appunto finocchio). Molte le proprietà medicamentose attribuite in passato al finocchio, come attestano scritti di Galeno e Dioscoride; inoltre Ippocrate prescrive semi di Finocchio se, alle donne, viene meno il latte.

In seguito alle colonizzazioni Greche (nei primi anni del terzo secolo a.C.) nel Metapontino iniziarono le conquiste dei Romani, dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi, che causarono un abbandono da parte delle popolazioni. Anche i Romani, colonizzatori delle nostre terre, utilizzavano il finocchio in preparazioni culinarie e per fini terapeutici.
A causa delle guerre continue, e a causa dei saccheggi compiuti dai romani, le città persero tutte le loro ricchezze, mentre gli abitanti trascurarono i loro terreni e non erano più in grado di controllare il corso dei torrenti impetuosi montani. Questo, unitamente a una serie di circostanze ambientali, trasformò in pochi decenni queste floride aree in desolate lande paludose e la maggior parte del litorale fu colpita dalla malaria. La città antica è stata totalmente abbandonata durante l’epoca medievale, dopo lo spostamento della popolazione di Metaponto, dovuto al pericolo incombente della malaria. Fu allora che gli abitanti di Metaponto edificarono sui colli materani Camarda (Bernalda), Montescaglioso, Ginosa e Pisticci e ripopolarono anche Matera.
Si ipotizza che, nello stesso periodo storico, abbia avuto inizio la costruzione dell’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo nella città di Montescaglioso. Anche in questo caso vi è un legame storico con la pianta del finocchio: dal Medioevo l’impiego terapeutico di questa pianta andò diffondendosi ovunque per merito dei monaci benedettini, che lo coltivavano negli orti dei loro monasteri. In quel periodo, gli stessi monaci benedettini, hanno portato il finocchio in Svizzera e nei territori limitrofi. Non a caso, qualche decennio dopo, Santa Ildegarda di Bingen, badessa benedettina del XII secolo, affermava: “in qualunque modo venga consumato, porta allegria alle persone, gli trasmette un piacevole calore, buon sudore e buona digestione”.

Fino al 1950 non appare traccia della coltivazione intensiva del finocchio, il quale era limitato agli orti contadini; questo perché l’areale del Metapontino era ancora paludoso. Soltanto nel 1950 si avviò una sostanziale opera di bonifica ed in seguito si è diffusa la coltivazione del finocchio in pieno campo. II successo raggiunto da tale coltura è individuabile anche nel grado di preferenza e nella notorietà che questa produzione riscontra nei mercati nazionali ed esteri. Tale notorietà induce molti operatori a far uso della denominazione di origine “Metaponto” per commercializzare prodotto proveniente da tale area di produzione, poiché ritenuto più pregiato.

.

Commenta l'offerta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Contatta il Socio

Nome e cognome * Email *
CAG
Telefono * Messaggio
Accetto il trattamento dei dati personali privacy e i termini d'uso *

Newsletter

Ricevi in anteprima le nuove offerte. Iscriviti alla newsletter.

Ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), ti informiamo che i tuoi dati personali, da te liberamente forniti, saranno trattati da Banca Popolare Etica Società cooperativa per azioni, Padova, Via N. Tommaseo, 7 Titolare del trattamento, per le seguenti finalità: (I) registrazione al sito e corretto utilizzo dei servizi correlati; (II) iscrizione alla newsletter informative della Banca. Ti ricordiamo che per dar seguito alla tua richiesta relativa ai trattamenti (II) precedentemente indicati, è necessario esprimere il tuo consenso. Ti ricordiamo che avrai sempre la possibilità di revocare il consenso a tale iscrizione cliccando sull'apposito link presente in ogni newsletter. Il conferimento dei tuoi dati personali è libero tuttavia il mancato conferimento degli stessi non ci permetterà di iscriverti alla nostra newsletter. Se decidi di fornirci i tuoi dati, ti informiamo che questi saranno trattati da personale autorizzato dal Titolare del trattamento e saranno conservati esclusivamente per il tempo necessario ad adempiere alla finalità indicata (salvo diversi obblighi di legge). In nessun caso i tuoi dati saranno diffusi, ma ti informiamo che potranno essere comunicati a terzi soggetti che svolgono, per conto di Banca Etica, specifici servizi volti a garantire il corretto perseguimento della citata finalità. Ti ricordiamo infine che, ai sensi degli articoli 15 e ss. del GDPR, hai diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati che ti riguardano, di ottenere l’indicazione dell’origine e delle finalità e modalità del trattamento, l’aggiornamento, la rettificazione, l’integrazione dei dati nonché la cancellazione dei dati trattati in violazione di legge o qualora sussista uno dei motivi specificati dall’articolo 17 del GDPR. Per esercitare tali diritti puoi inoltrare richiesta scritta al Responsabile per la Protezione dei dati (Data Protection Officer): DPO@bancaetica.com.

Apri un conto

L'unico conto corrente completo e con una garanzia unica: quella di sapere che i tuoi soldi vengono impiegati per la nuova economia.

Scopri di più